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Giovedi, 18 Gennaio 2018 
  Cinema e Parole d'Autore a Villa Alba: a tu per tu con Monicelli (II)

Intanto, due parole sulla villa sono d'obbligo. Questa magnifica struttura (in origine chiamata Villa Ruhland - "Pace nel Paesaggio") venne realizzata agli inizi del '900. Il proprietario Langensiepen, avvalendosi dell'architetto Shafer per la parte progettuale, la volle in stile neoclassico, creando in tal modo una struttura che rimandasse ai monumenti dell'acropoli di Atene. Negli anni 70 è acquistata dal Comune di Gardone Riviera, divenendo il "primo centro congressi del Garda" ad ospitare mostre, rassegne d'arte, eventi, ed ergendosi a promotrice d'incontri e di cultura.

Ma torniamo a noi, pardon, al Maestro Monicelli e a Sebastiano Mondadori. Riporterò a seguito alcuni stralci della "chiacchierata" (intervallata da proiezioni), che i due protagonisti della serata hanno intrattenuto davanti all'attento pubblico di Villa Alba.

S. Mondadori: Tu hai lavorato con il grande Totò...
Maestro:
Dunque, Totò aveva incominciato in teatro nella rivista dell'avanspettacolo e aveva avuto successo con questi suoi atteggiamenti fra il burattino, la marionetta, il fantasmatico... poi si era fatto strada, era diventato il protagonista delle grandi riviste di un certo Marchesi. Ha cominciato a fare del cinema con un regista che si chiama Mattoli che era un regista di teatro molto bravo fra l'altro, un po' scorbutico forse... Intanto io e Steno (Steno era uno scrittore umorista molto bravo e faceva anche delle sceneggiature per il cinema - scriveva soggetti per Macario) ci mettemmo a scrivere soggetti/copioni per questi comici di allora che erano appunto Macario, Scotti... e poi anche Totò. Capitò che il produttore di Totò, che era Carlo Ponti, (marito  della Loren) siccome aveva un contratto  con Totò per fare un film e aveva preso come regista Luigi Comencini, il quale attraverso vari sotterfugi lo aveva convinto che questo film invece che in 8 settimane si doveva fare in 4 e mezzo, si ritrovò quelle quattro settimane in "eccesso", fra l'altro già pagate a Totò. Allora Ponti venne da me e da Steno e ci disse "presto, presto... fate una cosa alla svelta, che io ho Totò per 4  settimane e mezzo e devo farci un film sennò lo pago invano!" Così scrivemmo un film"Totò cerca casa" che riguardava un problema molto concreto negli anni 46-47, in quanto in Italia c'era una crisi degli alloggi spettacolare... il nostro Paese, dopo la dittatura e la guerra era un covo di macerie. Allora, questa idea di mettere una famigliola guidata da Totò (una maschera comica incredibile) a inseguire un tetto era molto attuale ed ebbe molto successo perché aveva una base di verità. Quindi fu una fortuna, di Steno e mia...

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