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Giovedi, 18 Gennaio 2018 
  Cinema e Parole d'Autore a Villa Alba: a tu per tu con Monicelli (I)

La neoclassica Villa Alba, situata nel centro di Gardone Riviera, è scenario di un'iniziativa "Cinema e Parole d'Autore", che prevede tre serate di approfondimento cinematografico e letterario, avvalendosi della testimonianza di esponenti di rilievo del mondo del cinema, dell'animazione e della letteratura.
E' il Cinema d'Autore (Venerdì 30 Aprile) ad inaugurare la serie di eventi in programma, attraverso le parole e i ricordi di un regista d'eccezione, Mario Monicelli, colonna portante della Commedia all'Italiana, che si racconta al pubblico di Villa Alba nel corso di un'intervista abilmente orchestrata dallo scrittore  Sebastiano Mondadori, , intervallata da proiezioni di alcune sequenze delle pellicole del Maestro (interpretate dai migliori volti del cinema nazionale, quali Totò, Aldo Fabrizi, Vittorio del Sica, Sofia Loren, Marcello Mastroianni, Vittorio Gassman, Ugo Tognazzi, Anna Magnani, Alberto Sordi).
La filmografia di Monicelli è vastissima e annovera titoli che possono definirsi pilastri della cinematografia nostrana: basti menzionare "I soliti ignoti" (1958), che impose Vittorio Gassman nelle inedite vesti di attore comico; "La grande guerra" (1959), Leone d'Oro a Venezia e nomination all'Oscar; "I compagni" (1963), altra nomination; "L'armata Brancaleone" (1965 - il detto "armata brancaleone" è entrato di prepotenza nel lessico nazionale ad indicare un esercito scalcinato... indimenticabili la celebre marcetta "branca, branca, branca... leon, leon, leon" con fischio e botto conclusivo e la lingua "maccheronica" utilizzata ad arte); "La ragazza con la pistola" (1968), terza nomination all'Oscar; "Amici miei" (1975), da un'idea di Pietro Germi; "Un borghese piccolo piccolo" (1977), con un magnifico Sordi, "Speriamo che sia femmina"(1986), amatissimo dalla critica.
Al centro del lavoro del Maestro è da sempre l'osservazione critica del costume borghese "L'osservazione critica del costume, attraverso l'utilizzo di attori, non più di tipi presi dalla strada, e di sceneggiatori specialisti del genere", con l'aggiunta, quale marchio personalissimo di distinzione, di una "macabra cattiveria": "Il macabro e il comico si accoppiano bene e facilmente, è una cosa che ho preso da Renè Clair. La cattiveria si usa poco nella comicità, ma, quando si sa usarla, funziona in maniera straordinaria. In Italia viene dalla commedia dell'arte, delle marionette, la commedia all'italiana ha solo ripreso una tradizione. Il pubblico all'estero impazzisce, perché non riesce a capire come possiamo divertirci sulle nostre stesse turpitudini: pensi a Sordi, che ha fatto ridere mettendo in piedi una figura di sopraffattore, di cattivo."

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