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La battaglia di Legnano costituì la fase culminante della lotta tra l’imperatore tedesco Federico I Barbarossa e i Comuni italiani che si erano uniti nella Lega lombarda.
Federico I detto il Barbarossa
Le premesse
La guerra si trascinava da due anni senza che si fosse verificato alcun episodio decisivo quando, nel maggio 1176, venuti a conoscenza che l’imperatore, con i cavalieri appena giunti dalla Germania, si era mosso da Como diretto al Ticino per unirsi alle truppe di Cristiano di Magonza e del marchese di Monferrato, i milanesi e i loro alleati decisero di muovergli incontro per tagliargli la strada. I due eserciti si trovarono di fronte il 29 maggio nella pianura tra Busto e Legnano.
L’esercito della Lega comprendeva circa 3.000 uomini, il cui nucleo principale era costituito da 900 cavalieri e poco più di mille fanti milanesi. L’imperatore disponeva a sua volta di circa 2.000 uomini, tra cavalieri e fanti.
Prima fase
La battaglia iniziò con lo scontro tra le rispettive avanguardie di cavalleria che si trovarono di fronte nei pressi di Borsano. Federico I intervenne nel cambattimento con il grosso delle truppe. I cavalieri della Lega furono ben presto volti in rotta e fuggirono disordinatamente diffondendo il panico generale e travolgendo nella loro rotta anche la restante cavalleria.
Solo la fanteria restò, possiamo immaginare in quale stato d’animo, a reggere l’urto della cavalleria imperiale, che attaccò imbaldanzita dal facile successo appena ottenuto.
Tuttavia i fanti milanesi serrati attorno al Carroccio, riuscirono a resistere alle ripetute cariche, se pur al prezzo di pesanti perdite. La guardia del carroccio composta da 300 fanti oppose una feroce quanto disperata resistenza.
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