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Il Palazzo Malacrida di Morbegno sorge
nell’antico borgo del paese che si sviluppa tutto in verticale e a ridosso della
montagna. Questa illustre dimora viene costruita all'inizio del Settecento ed è
al passo con il gusto che in quel periodo domina in tutta Europa. All'esterno il
palazzo si presenta semplice; la facciata è impreziosita dalle
aperture
tonde del sottotetto, che la alleggeriscono interrompendo la rigida serie di
finestre degli altri piani, dal balconcino con poggiolo in ferro battuto
artigianale e dalle conchiglie che decorano le cornici delle finestre e che
anticipano i motivi ornamentali degli interni in armonia con i colori pastello
degli affreschi.
Il palazzo Malacrida emerge con sobrietà dal tessuto urbano soprattutto per la
sua compattezza e per l’elegante facciata. Non avendo una piazza su cui
affacciarsi si può cogliere la maestosità del fronte solamente di scorcio.
L’esterno oggi appare di grigio chiaro mentre un tempo era caratterizzato da una candido color calce.
I Malacrida, nel XIII secolo già ricchi possidenti a Dongo e Musso sul lago di
Como, consolidarono la loro ricchezza nel XIV secolo grazie all’appoggio dei
Visconti e degli Sforza, estendendo le loro proprietà fino a Corenno Plinio e
Colico. Dalla metà del trecento, divenuti Signori di Poschiavo e di Traina,
fecero il loro ingresso in Valtellina. Scelsero come stabile dimora Caspano, da
dove si sposteranno sul finire del XVII secolo per insediarsi definitivamente a
Morbegno.
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