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Un pò di tempo fa ho ricevuto una mail da un amico (Fabrizio) con allegata la storia di questo paesino delle colline brianzole in provincia di Lecco. Ho letto l'articolo e non riuscivo a credere a quanto scritto da Fabrizio, mi sembrava una storia talmente irreale da risultarmi quasi inventata lì per lì (Fabrizio scusa). Mi sono guardata un giro per la rete e mi sono accorta che, purtroppo, è vera. Non ho parole. Lascio al narratore originale il proseguimento della storia.
Ah, le immagini sono state raccattate in rete per cui se qualcuno volesse farci sapere di chi sono veramente sarà nostra cura rendergliene merito.
Ma ora leggiamo ciò che Fabrizio ha scritto.
Questo giro e' piuttosto corto, ma ne vale la pena per l'atmosfera surreale che si respira a Consonno.
La zona fa parte del "Parco San Genesio-Colle Brianza", istituito dalla Regione Lombardia nel 1983, che assieme ad altre zone protette, (Parco Monte Barro, Parco Adda Nord, Parco Valle del Lambro e Parco di Montevecchia-Valle del Curone), formano una sorta di polmone verde della Brianza.
Da Lecco si prende il terzo ponte e si prosegue per Galbiate (primo semaforo a sinistra, secondo a destra). Poi si va verso Nava fino a giungere a Villa Vergano.
Proseguendo con attenzione si trova un incrocio sulla sinistra con un segnale seminascosto che indica "Consonno". Da qui sempre dritti fino alla fine della strada.
Consonno è un ciò che resta di un piccolo borgo che ha una particolare storia che, anche se poco nota, fa riflettere su cosa può fare se ignoranza e ricchezza agiscono insieme.
La zona era, sin dal Medioevo, molto ambita per la sua posizione strategica, tanto che vi fu anche una battaglia (esattamente nei pressi dell’Eremo di S.Genesio, prima che questo fu costruito).
Ma, negli anni 60, la speculazione edilizia riuscì a recare danni maggiori.
Il piccolo paese era localmente noto per la cura con cui i suoi abitanti coltivavano i castagneti e per la produzione di un sedano, particolarmente gustoso e saporito. Un'economia povera, ma dignitosa, che consentiva la sopravvivenza dei suoi abitanti.
Per motivi che sarebbero interessanti indagare più a fondo, forse anche per un certo spopolamento, e certamente con il permesso delle autorità competenti, qualcuno decise di trasformare Consonno in un improbabile centro di svago e divertimento.
Si diede così il via alla totale distruzione delle antiche case contadine e, quando il villaggio fu raso al suolo, furono eretti nuovi orrendi edifici fra cui un incredibile minareto.
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