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Le misteriosi sparizioni avvenute nel
triangolo delle Bermuda hanno aperto il ciclo di conferenze organizzato da
“Archeologia e passato” a Montevecchia in provincia di Lecco. Il primo
appuntamento con gli enigmi della storia è stato
presso
la Sala Civica di Montevecchia, in via Fontanile. Bermuda, ma non solo.
Atlantide, la Sindone, i Celti, l’astrologia e i Longobardi… I grandi
interrogativi del passato sono stati affrontati da esperti e studiosi in 7 serate
dedicate all’approfondimento e alla distinzione fra leggenda e scienza,
suggestione e realtà, immaginario e verosimile.
Non a caso gli incontri si sono svolti a Montevecchia. Proprio qui è stata
individuata la presenza, tanto antica quanto misteriosa, di alcune atipiche
“costruzioni”. E di un altrettanto inquietante parallelismo.
Esiste un rapporto numerico fra le tre piramidi della piana
di Giza e le stelle della cintura d’Orione. Esiste un rapporto identico fra
Orione, Giza e le piramidi di Montevecchia di Lecco. Strano? Ma vero.
Alcuni anni fa, sono state scattate fotografie aeree sull’area che
corrisponde al Parco di Montevecchia e della Valle Curone, bell’oasi naturale riconosciuta e valorizzata dalla Regione Lombardia. Fotografie suggestive, fatte
di verde e pianura, verde e colline, verde e… piramidi. Tre tumuli di terra
allineati. Tre colli, non molto elevati. L’occhio attento degli osservatori
archeologi e naturalisti non s’è lasciato sfuggire quell’allineamento che
soltanto dall’alto è risultato evidente.
Montevecchia è un paese particolare: 2000 abitanti, a una manciata di
chilometri da Lecco, non lontano da Como, preziosi rinvenimenti antropici della
Preistoria. Qui finisce la pianura e iniziano corrugamenti dolci dai quali si
ricava vino di buona qualità. La tipicità del posto sta tutta in quel vino e in
quei reperti antichi che risalgono a Neanderthal. Un segno evidente che la zona
era abitata dai primordi dell’umanità, forse grazie al clima mite, forse grazie
a un territorio non ostile agli insediamenti. I rinvenimenti umani sono una certezza datata e accertata. Le tre piramidi sono storia recente (come scoperta) e che deve essere ancora in gran parte ricostruita sotto il profilo scientifico. Le piramidi sono state scavate nella roccia. Singolare la differenza rispetto alle “sorelle” egizie, che richiesero l’apporto di blocchi di pietra e il lavoro di migliaia di schiavi. Le colline
sono state modellate a gradoni, qui a Montevecchia.
Quando? Con ogni probabilità (ma anche questo è un dato da accertare) intorno al
3.000 avanti Cristo. Perché? E’ su questa domanda che si apre lo scenario delle
ipotesi. La scoperta dei gradoni è stata successiva all’individuazione
dell’allineamento visibile dal cielo. Nel corso dei millenni, la roccia sagomata
è stata ricoperta da terra e le linee squadrate si sono attenuate. Sulla terra è
cresciuta erba e sono cresciuti alberi. Una delle piramidi, quella centrale, è
chiamata “la collina dei cipressi”: vi crescono 12 cipressi, appunto.
Salendo sulla collina, è difficile intuire che sotto esista una piramide. E, in
Egitto, non ci sono cipressi sulla maestosa tomba funeraria di Cheope…
Le tre piramidi di Montevecchia sono alte all’incirca 150 metri. Quella di località Belvedere Cereda conserva un edificio celtico sulla sua sommità, a
qualche metro di profondità. Ma le piramidi sono datate a un’epoca anteriore ai Celti.
Cos’erano? Tombe, altari? Non c’è traccia di culti particolari nella zona, né
nel resto della Lombardia. Graffiti, pitture rupestri, simboli e segni sulla
pietra sono tutto quel che l’antichità più lontana ci ha tramandato. Un ricco
repertorio di forme, colori e iconografie da decifrare, ma nulla di monumentale
in senso tradizionale.
Le tre piramidi di Montevecchia rappresentano un caso unico. Altrettanto
singolare è che la distanza fra di loro sia proporzionale alle omologhe di Giza
e alle stelle della costellazione di Orione. Quasi paradossale l’ipotesi che
qui, a due passi da Lecco, si venerasse Orione (l’egizio Osiride) come nei
templi dei Faraoni. Ma non va esclusa una primitiva forma di “calendario”,
magari abbinata a culti di cui si è persa traccia, misterici o devozionali. Se
così fosse, le tre piramidi di Montevecchia potrebbero far pensare a una civiltà
talmente progredita da avere conoscenze astronomiche, nonché tecniche adeguate a trasporle dal cielo alla terra.
Le tre piramidi di Montevecchia sono un capitolo nuovo e tutto ancora da capire.
E da vedere, magari visitando un parco naturale che non lesina altre meraviglie
di paesaggio, flora e fauna.

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