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L'ingresso del Vittoriale "Io ho quel che ho donato"

Ma cosa pensi, sia un viaggio da poco? Certo, non nel senso del tragitto, bensì per ciò che concerne l'oggetto del viaggio.
Ho capito bene? Vorresti andare al Vittoriale degli Italiani, l'ultima dimora di Gabriele d'Annunzio, il vate d'Italia.
Bisogna arrivare all'autostrada Milano Venezia ed uscire a Desenzano, quindi seguire le indicazioni per Gardone Riviera. Arrivati in questo paese del lago di Garda si supera il Grand Hotel
e, a sinistra, si sale al Vittoriale.
Ci sono dei comodi parcheggi a pagamento ben segnalati ma, se è un giorno feriale
o c'è poca gente in giro, conviene salire fin quasi all'ingresso principale dove c'è un piccolo posteggio gratuito oppure, superata la piazza, si costeggia per circa una cinquantina di metri il muro di cinta dell'augusta dimora
e lì ci sono dei posti macchina nascosti ai più.
Ed ora cosa vuoi che ti dica? Vuoi forse che ti faccia da guida? Ti devo anticipatamente istruire intorno alle cose che vedrai? Non ti basta andare
e con gli occhi tuoi vedere?
Allora ascolta: ti dirò per sommi capi.
Si entra attraversando il portale a due arcate tra le quali campeggia il motto d'annunziano più famoso: "io ho quel che ho donato".
Avanti, sulla destra ci si deve per forza soffermare sul teatro e sullo scorcio di lago che da questa posizione si può
ammirare (foto a lato).
Questo teatro, voluto dal D'Annunzio per poter rappresentare le proprie opere, ha,
per la sua architettura, copiata da quella dei teatri dell'antichità, una acustica perfetta.
E' stato terminato parecchi anni dopo la morte del vate.
E così si prosegue. Se si capita nel momento propizio oltre che la vista, anche l'olfatto
e l'anima godono: il lago, il clima, i fiori, i profumi, il cielo.
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