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All’estremo sud della provincia di Brescia ed al
confine con quella di Cremona, prima che i fiumi Mella e Chiese confluiscano
nell’Oglio, troviamo l’antico centro di Gambara. Il nome del paese ricorda quello dei
Conti Gambara,
che ebbero molta importanza nella storia della provincia di Brescia e, grazie
alla poetessa Veronica, anche in quella della letteratura italiana. Cesare Cantù,
invece, fa derivare l’etimologia del toponimo da quello della Valchiria
Gambara, sacra al popolo Longobardo.
Grazie a vari ritrovamenti archeologici, sappiamo che
il territorio di Gambara fu abitato fin dall’epoca romana e, probabilmente,
l’insediamento più antico si trovava nella frazione di Corvine.
Nell’Alto Medioevo, tutto il territorio apparteneva
all’Abbazia di Leno, a cui fu sottratto nel 1154 quando, con un editto
imperiale, fu donato al Vescovo di Brescia. Nel 1237, Gambara vide transitare
persino l’Imperatore Federico II che si dirigeva verso Cremona per affrontare
i comuni lombardi a lui ostili.
Al tempo della guerra tra veneti e francesi da una
parte e Massimiliano d’Asburgo dall’altra, Gambara fu il luogo dove
l’Imperatore si ritirò con le sue truppe prima di riprendere il cammino verso
l’Adda. Ma l’importanza del paese crebbe nel momento in cui entrò a far
parte dei possessi della Serenissima, infatti divenne sede di Vicariato minore.
La storia di questo piccolo paese della provincia di
Brescia non è fatta solo da battaglie, guerre, Imperatori, ma anche da
costruzioni artistiche di alto valore che val la pena di visitare.
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