Home Page > Lettura > Viaggi e scoperte > Gambara: la Valchiria dei Longobardi Giovedi, 9 Settembre 2010 
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  Gambara: la Valchiria dei Longobardi

All’estremo sud della provincia di Brescia ed al confine con quella di Cremona, prima che i fiumi Mella e Chiese confluiscano nell’Oglio, troviamo l’antico centro di Gambara. Il nome del paese ricorda quello dei Conti Gambara, che ebbero molta importanza nella storia della provincia di Brescia e, grazie alla poetessa Veronica, anche in quella della letteratura italiana. Cesare Cantù, invece, fa derivare l’etimologia del toponimo da quello della Valchiria Gambara, sacra al popolo Longobardo.
Grazie a vari ritrovamenti archeologici, sappiamo che il territorio di Gambara fu abitato fin dall’epoca romana e, probabilmente, l’insediamento più antico si trovava nella frazione di Corvine.
Nell’Alto Medioevo, tutto il territorio apparteneva all’Abbazia di Leno, a cui fu sottratto nel 1154 quando, con un editto imperiale, fu donato al  Vescovo di Brescia. Nel 1237, Gambara vide transitare persino l’Imperatore Federico II che si dirigeva verso Cremona per affrontare i comuni lombardi a lui ostili.
Al tempo della guerra tra veneti e francesi da una parte e Massimiliano d’Asburgo dall’altra, Gambara fu il luogo dove l’Imperatore si ritirò con le sue truppe prima di riprendere il cammino verso l’Adda. Ma l’importanza del paese crebbe nel momento in cui entrò a far parte dei possessi della Serenissima, infatti divenne sede di Vicariato minore. La storia di questo piccolo paese della provincia di Brescia non è fatta solo da battaglie, guerre, Imperatori, ma anche da costruzioni artistiche di alto valore che val la pena di visitare.

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