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Agnadello e dintorni
Per espresso volere di Luigi XII fu edificata, all’incirca nel luogo dove si trovava l’artiglieria francese, una chiesetta dedicata a
“Nostra Signora della Vittoria”, che segnava il punto dove furono sepolti i caduti di quella sanguinosa giornata. La cappella, che conteneva anche un bell’affresco della
Madonna con il Bambino, diventò ben presto luogo di devozione per i fedeli di tutto il territorio circostante. La fine del dominio francese in Italia seguita alla sconfitta subita da Francesco I nella battaglia di Pavia (1525) portò al decadimento progressivo del piccolo edificio che andò un poco alla volta in rovina. Nel 1686 il vescovo di Concordia, Agostino Premoli, cremasco di nascita, lasciò decadere definitivamente la chiesetta, che ricordava dopotutto la sanguinosa sconfitta veneziana, ma volle salvare l’affresco della Madonna. Questo fu allora trasferito a
Costa Cremasca, poco distante da Agnadello, e collocato in un oratorio cinquecentesco che, per l’occasione, fu ristrutturato ed ampliato e dove si trova tutt’ora.
Nel luogo dove sorgeva l’antica chiesetta di Luigi XII, ormai completamente rovinata, gli abitanti di Agnadello posero una grande croce. Nel 1871, per interessamento di Padre Marcellino Moroni, vi fu costruito l’attuale
tabernacolo, dedicato ai “Morti della Vittoria”, sulla cui parete il pittore Ogliari di Trescore Cremasco dipinse una copia dell’antica immagine di Nostra Signora della Vittoria.
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