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Il 14 maggio 1509, nei pressi di Agnadello, un piccolo villaggio della Ghiara d’Adda, veneziani e francesi si scontrarono in un’aspra e sanguinosa
battaglia il cui esito segnò il definitivo tramonto delle ambizioni espansionistiche della Repubblica di San Marco sull’Italia.
La Lega di Cambrai
Nel 1508 la potenza economica, commerciale e militare di Venezia è al culmine. La Repubblica svolge un ruolo di primo piano nella politica italiana e sembra mirare all’egemonia su tutta la penisola. Tanto potere suscita timore e invidia nelle altre potenze, sia straniere che italiane., che si alleano per contenere l’espansonismo veneto. Il 10 dicembre viene firmata a Cambrai una Lega cui aderiscono: Luigi XII, re di Francia, che vuole riprendere il territorio della Ghiara d’Adda con Cremona, Crema, Bergamo, Brescia, l’imperatore Massimiliano d’Asburgo, Ferdinando il Cattolico, re di Spagna, il Papa Giulio II, il duca di Ferrara, il duca di Savoia e Francesco Gonzaga, marchese di Mantova.
San Marco accetta la sfida
Consapevole della propria forza, la Serenissima si prepara senza timore alla lotta contro questa poderosa coalizione europea.
Il nemico più pericoloso, al momento, è la Francia, l’unica potenza che possa mettere rapidamente in campo un esercito in grado di affrontare quello veneziano. Quest’ultimo viene posto sotto il comando generale del prudente Niccolò Orsini conte di Pitigliano, che ha come comandante in seconda l’abile e impetuoso Bartolomeo
d’Alviano.
La battaglia del 14 maggio
La guerra tra veneziani e francesi si combatte soprattutto nella Ghiara d’Adda, il territorio compreso tra l’Adda e l’Oglio, al confine tra la Lombardia e le Venezie.
Nel primo pomeriggio del 14 maggio 1509 mentre i veneziani si dirigono da Vailate verso Pandino, disposti su una colonna che si snoda per più di cinque chilometri, nei pressi di cascina Mirabello, nelle vicinanze di Agnadello, la loro retroguardia entra in contatto con l’avanguardia dell’esercito di Luigi XII che, informato dei movimenti dell’esercito nemico, si è mosso da Rivolta d’Adda per intercettarlo.
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