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Per chi percorre l’autostrada che da Milano conduce verso Nord, scolpita sulle alture che circondano Varese appare inconfondibile la sagoma di
Santa Maria del Monte.
Già sede in epoca romana di una torre di avvistamento, il fortilizio di Santa Maria del Monte perse la sua funzione prettamente militare allorché nel Novembre 389 Sant’Ambrogio vi eresse un altare dedicato alla Vergine Maria, cui attribuiva la sua vittoria sugli ariani, trincerati sul monte di Velate. Secondo la tradizione, fu proprio Sant’Ambrogio a donare la statua della Madonna Nera (attribuita a San Luca) al piccolo oratorio.
Nel XV sec. Santa Maria del Monte veniva descritto come un luogo selvaggio, meta di eremiti in cerca di vita solitaria e di penitenza. Tant’è che verso la metà del XV sec. vi si ritirarono a vivere le beate
Caterina da Pallanza e Giuliana da Verghera, che con altre pie donne diedero vita al
monastero delle Romite, tuttora esistente.
La folla di pellegrini che si recavano a onorare la Madonna Nera (tra cui San Carlo Borromeo) divenne talmente numerosa che per agevolarne l’ascesa al Santuario nel 1570 il padre cappuccino
Giovan Battista Aguggiari pensò di realizzare un grande viale con 14 cappelle dedicate ai misteri del S. Rosario. Nacque così la via sacra del Rosario. In ogni cappella, vere e proprie piccole chiese, tutte diverse,
erette su progetto dell’architetto varesino Giuseppe Bernasconi è raffigurato uno dei misteri del S. Rosario e l’ultima, la quindicesima, è lo stesso Santuario dove si venera l’antica
immagine della Madonna.
Da Varese si raggiunge l’inizio del viale delle cappelle prendendo la strada per
Brinzio e imboccando dopo Fogliaro la deviazione per Santa Maria del Monte. L’ingresso al Sacro Monte è segnalato da un grande arco
(foto) con in cima la Madonna con il Bambino che tiene nelle mani il Rosario, ai lati San Domenico, ideatore del Rosario, e San Francesco, patrono dei cappuccini.
Si oltrepassa sulla sinistra la chiesa dell’Immacolata Concezione (affrescata dai fratelli Lampugnani di Legnano) e si giunge a un altro arco da dove inizia la ‘via sacra’: una larga carreggiata ciottolata fiancheggiata da muretti che si inerpica sulla costa della montagna per 2,2 km. Superato l’arco, sulla sinistra si trova la
fontana della Samaritana (per l’affresco dei Lampugnani che la sovrasta), la prima delle fonti cui il pellegrino poteva dissetarsi. Di fronte alla fontana, la
prima cappella, dedicata all’Annunciazione.
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