Home Page > Lettura > Avvenimenti > Bergamo film meeeting: un evento per cinefili Giovedi, 9 Settembre 2010 
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  Bergamo film meeeting: un evento per cinefili

All'interno di Bergamo Film Meeting www.bergamofilmmeeting.it, in programmazione dal 7 al 15 marzo nella città lombarda, c'è stata una sezione Frontiera, a cura di Pietro Bianchi, Matteo Cavalleri e Angelo Signorelli. Verranno presentati presso l'Auditorium di Piazza Libertà tre lungometraggi in grado di affrontare il tema della rappresentazione delle frontiere metropolitane da angolature differenti, sfruttando linguaggi eterogenei, sguardi eccentrici, ma intessendo allo stesso tempo un denso gioco di richiami. Lettre la prison del franco-tunisino Marc Scialom (che presenterà personalmente il film a Bergamo) assume il registro documentario e lo distorce fino a farne stile personale: racconta Marsiglia, con una storia di immigrazione passata che è già luce gettata sul presente, in un continuo equilibrio sul confine tra realtà e finzione. La produzione del film iniziò quarant'anni fa, ma si interruppe per mancanza di fondi, e riesce a concludersi soltanto oggi. Harlan County di Barbara Kopple (Usa, 1976) invece entra a più pari in un tema che vedremo ampiamente presente in Frontiera: quello del lavoro e delle sue forme di rappresentazione identitaria. Vedremo lo sciopero nelle miniere della Duke Power Company di Harlan, Kentucky, anno 1973. Una troupe completamente femminile lotta con la telecamera, ottiene riconoscimento da parte degli operai e rigetta in faccia all'opinione pubblica una delle più radicali lotte operaie della storia degli Stati Uniti, mandando all'aria tutti gli stereotipi della pacifica retorica della frontiera americana. Vinse l'oscar nel 1977 come miglior documentario. Killer of Sheep del regista afro-americano Charles Burnett (Usa, 1977) è un altro capolavoro dimenticato, questa volta dalla stagione del cinema black indipendente dei Settanta, recentemente riportato alla luce da un restauro della UCLA. Ci mostra il ghetto nero di Watts a Los Angeles tramite gli occhi di Stan, un sognatore che vive distaccato e insensibile nei confronti del suo lavoro di operaio in un macello industriale. Uno stile filmico sottile ma dirompente, che unisce rivendicazione e dolcezza espressiva, Fanon, Malcom X ma anche la quotidianità e l'isolamento della classe operaia afroamericana. Tre film eterogenei, per occhio d'indagine. Tuttavia una comune attenzione li unisce: il presente, nelle sue derive reali e simboliche, lo si coglie solo se si abbandona il clamore dell'attualità e si cercano coordinate formali distaccate dall'urgenza della cronaca. Il calendario delle proiezioni sarà disponibile sul sito del Bergamo Film Meeting.
La sezione cinematografica di Frontiera proseguirà anche dopo la chiusura del Bergamo Film Meeting con alcune importanti proiezioni presso la Sala di Porta S. Agostino. Il documentario sulle occupazioni collettive di edifici abbandonati da parte degli homeless di San Paolo Dia de Festa (Francia/Brasile, 2005) dell'architetto Pablo Georgieff (membro del collettivo parigino COLOCO) e del regista Toni Venturi verr� proiettato in successione alla trilogia Cronache dell'urbanistica (realizzata in occasione della X Triennale di Milano, 1954) che Giancarlo De Carlo, Ludovico Quaroni e Carlo Doglio dedicarono al tema dell'abitare e alla ricostruzione post-bellica (18 marzo, ore 21).

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