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Nelle campagne tra San Donato, San Giuliano e Melegnano, l’antica Marignano, l’esercito francese guidato da Francesco I e quello dei mercenari elvetici del cardinale Matteo Schiner di Sion si scontrarono in una grande battaglia che, per l’accanimento e il valore con i quali fu combattuta da entrambe le parti, fu detta dei “Giganti”.
Cause della guerra
Gli svizzeri, al soldo di Massimiliano Sforza, figlio di Ludovico, riconosciuto dall’imperatore Massimiliano d’Asburgo come duca di Milano, si contrappongono al re di Francia, che avanza pretese sul ducato milanese.
Il primo giorno
Gli Svizzeri si trovano a Milano. Saputo che i francesi stanno avanzando lungo la via Emilia provenendo da Melegnano, nella tarda mattinata del 13 settembre
escono da porta Romana e si dirigono verso San Donato per affrontare il nemico. I francesi, che dispongono di circa 35.000 uomini, sono accampati nei pressi di San Giuliano. Avvertiti dell’arrivo degli svizzeri, si dispongono su tre linee successive, scaglionate in profondità. Gli svizzeri avanzano suddivisi in tre grandi quadrati di 7 od 8 mila uomini ciascuno. Verso le 4 del pomeriggio il primo quadrato urta contro la prima linea francese e la respinge. Frattanto il secondo quadrato elvetico si affianca al primo. Questa enorme massa di picchieri muove ora contro il centro francese. Francesco I prende il comando della Gendarmeria e insieme al quadrato dei lanzichenecchi della Banda Nera contrattacca il nemico. Calano le tenebre ma la battaglia prosegue nella tenue luce di una splendente falce di luna. Il combattimento si interrompe solo a notte inoltrata. I contendenti pernottano sul campo di battaglia, a poca distanza gli uni dagli altri, pronti a riprendere la lotta il giorno seguente.
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