|
Questo itinerario, alquanto insolito
per chi non conosce questi luoghi, è ricco di bellezze naturalistiche
e paesaggistiche.
Partendo da Menaggio (circa a metà della costa occidentale del
lago di Como) si deve imboccare la statale 340 per Porlezza. Dopo
alcuni chilometri (e alcuni tornanti) si arriva al pianoro del lago
di Piano.

Qui conviene fermarsi e percorrere i
sentieri dei boschi. A fine inverno, con la complicità di una bella
giornata di sole, si possono trovare già in abito primaverile. Si
possono vedere incredibili ciuffi di piccoli anemoni rosa-azzurro e
lilla, e le rose di natale che tappezzano il bosco con i loro petali
bianchi. In contrasto con questa rigogliosa natura il lago di Piano si
potrebbe presentare quasi completamente ghiacciato (se si ha questa
fortuna è uno spettacolo da non perdere).
La collina che si erge dal canneto, di un bel verde in primavera per i
numerosi alberi (betulle e salici) si intravede attraverso la nebbia
sottile. Questi luoghi danno il meglio di se nella stagione fatata di
fine inverno e sono resi ancora più incantevoli dalla scarsa presenza
umana e dalla quasi totale assenza di rumori stridenti con la quiete
della natura.
A questo punto, volendo, si può fare una veloce diversione e risalire
la Valsolda o visitare Grotto dove si dice vi sia
una immensa quercia vecchia di ottocento anni.
Fatta la diversione si scende per la sponda meridionale del lago di
Lugano, verso
Rescia dove, quando la stagione lo permette, si possono
visitare le omonime grotte; unico neo, sono state manomesse per
facilitare l'afflusso dei turisti (colate di cemento, gradini,
illuminazione artificiale e chi più ne ha più ne metta).
|