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Il combattimento di
Curtatone e Montanara, 29 maggio 1848.
Le premesse
Dopo le Cinque Giornate di Milano e l’entrata in guerra del Piemonte il
comandante in capo delle forze austriache in Italia, feldmaresciallo Joseph
Radetsky, aveva
deciso
di ripiegare verso est e aveva raccolto le sue truppe nelle fortezze di Verona e
di Mantova.. L’importante fortezza di Peschiera, assediata dai piemontesi, era a
mal partito e sul punto di capitolare. Davanti a Mantova, presso i due paesi di
Curtatone e di Montanara, erano schierati i circa 6000 uomini della divisione
toscana del generale De Laugier. Tra essi vi erano anche i volontari del
battaglione degli universitari pisani guidati dai loro professori, un
battaglione del 10° di Linea napoletano e un altro battaglione di volontari
napoletani.
Il feldmaresciallo Radetsky, dopo aver ricevuto rinforzi ed essere stato
informato che il grosso dell’esercito napoletano che marciava verso il Po per
unirsi ai piemontesi aveva ubbidito all’ordine di richiamo del re Ferdinando II
di Borbone, decise di approfittare dell’occasione per passare all’offensiva per
cercare di soccorrere Peschiera. Il suo piano prevedeva prima di tutto di
respingere il debole corpo toscano, quindi risalire la destra del Mincio per
colpire sul fianco le comunicazioni piemontesi, stringere il nemico sul Mincio e
consentire così al generale von Zobel di scendere dalla valle dell’Adige per
rifornire Peschiera.
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