Home Page > Lettura > Giorni della Memoria > Bianzano: il cielo in un castello Giovedi, 9 Settembre 2010 
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  Bianzano: il cielo in un castello

Disciplina relativamente recente – conta infatti qualche decennio appena – l’archeoastronomia ha consentito di trovare interpretazioni logiche o plausibili al perché della costruzione, o dell’orientamento, di taluni monumenti, che hanno costituito un enigma nei secoli: basta provare a metterli in relazione con il cielo. Si è scoperto così che l’insieme megalitico di Stonehenge, nel Regno Unito, era un tempio per celebrare l’energia del sole, datore di vita, e calcolarne i cicli stagionali. Che le gigantesche pietre di alcuni nuraghi sardi sono disposte in modo che, in coincidenza con i solstizi, divengano un ricettacolo “sacro” per i raggi. Che molte civiltà antiche edificavano opere, come la sfinge accanto alle tre piramidi egizie, direzionate in corrispondenza con il levarsi di costellazioni di particolare luminosità. E anche nella “razionale” Lombardia, esiste un castello-calendario, che presenta implicazioni cosmiche, si pone in rapporto diretto con quello che c’è lassù. Si tratta di Bianzano, in val Cavallina, presso Bergamo, un borgo situato a circa seicento metri di altitudine, da cui si gode una splendida vista sul lago di Endine. Circondato da boschi, molti dei quali di querce, pervaso da una piacevole frescura, il paese è integro nella parta antica, e c’è chi ravvisa, nello snodarsi di edifici, camminamenti e mulattiere, il disegno d’insieme di una stella cometa.
A impianto quadrato, su due piani, con un alto torrione al centro di un lato, il castello si erge a valle del paese, e presenta due cinte murarie. È privo però di strutture architettoniche che lo rendano un presidio militare, resta qundi incerta la sua destinazione d’uso originaria, al pari… dell’origine stessa. Quasi tutti i testi lo considerano medievale, per il fatto che, nel Seicento, si attesta il rinvenimento di una pietra con incisa la data 1233, oggi introvabile. In uno studio a cura dell’Istituto Italiano dei Castelli, Corrado Verga sposta l’attribuzione al Rinascimento. Questo, sia per quanto riguarda la struttura, sia per il ciclo di affreschi dell’atrio. Sempre questa associazione ha provveduto a pubblicare, nel 1980, “Astronomia e simbolismo nel castello di Bianzano”, di Aldo Tavolaro, un decifratore di mesaggi nascosti nelle pietre, se vengono lette in chiave astronomica, matematica e geometrica.

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