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Mestieri itineranti (4)
“El cadreghé”
Artigiano abile e taciturno “ el cadreghè” – l’impagliatore di sedie-, che
ancora oggi incontriamo nei giorni di mercato o di festa sulle nostre piazza-
svolgeva un ruolo non indifferente nell’arredo contadino: le sedie impagliate ne
erano un fiore all’occhiello.
Il lavoro non mancava di certo perché esse erano soggette a sfaldarsi
frequentemente ed anche perché, inosservati, i gatti di casa ne prendevano fissa
dimora; dopo il pisolino, era loro costumanza affondarvi le unghie arpionando la
paglia a caso.
L’attrezzatura di questo artigiano era minima: forbici, trincetti, uno spillone
(da usarsi quando la mano non riusciva più a passare) e poi fasci di erba
palustre- per quelle sedie più economiche- e matasse di paglia bicolore
intrecciata.
Il lavoro iniziava togliendo tutte le fibre consumate del sedile e controllando
la stabilità del telaio, quindi con mano rapida egli procedeva a formare la
trama agganciando le cime della fibra utilizzata ai supporti perimetrali della
sedia; poi tra giri ed intrecci, per noi complicatissimi, procedeva a formare
quattro settori in diagonale, concavi verso il centro, convogliando e legando
fra loro i terminali nella parte sottostante. Ultima fase era il collaudo.
Il suo era certamente un lavoro certosino che oggi le macchine compiono in modo
rapido e meno costoso: ma non è la stessa cosa; con la loro presenza questi
lavoratori ravvivavano il vivere paesano creando un clima di cordiale curiosità,
specie nei ragazzi, con una certa forma educativa sul valore del lavoro.
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