Home Page > Lettura > > Cosa ci fa una rana sul Duomo? Lunedi, 6 Settembre 2010 
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  Cosa ci fa una rana sul Duomo?

Da alcune settimane giravo con un vecchio articolo di Giuseppe Pontiggia ripiegato nella tasca. Era stato pubblicato la prima volta il 18 aprile del 1990 sul «Corriere della sera» e di recente era riapparso su «La Provincia», il quotidiano comasco, in occasione di un ricordo pubblico del grande scrittore. Ma della chilometrica articolessa dedicata dal sommo alla sua città natale a me non interessavano che poche righe: «...bisogna restituire al lago non solo l’origine del verbo allagare, ma anche la sua straripante, imprevedibile esuberanza: come attesta la rana, scolpita nel Quattrocento sulla Cattedrale, a ricordo, secondo alcuni, di un innalzamento memorabile del lago, quasi una sollevazione. Questa rana è l’unico particolare che l’infanzia mi ha trasmesso della Cattedrale: gioiello dei maestri comacini, che ho avuto modo di ammirare e anche letteralmente di vedere nella sua interezza solo molti anni più tardi. Allora, rapito, non avevo visto che l’animale, cui del resto mi avevano guidato le mani provvide degli adulti».
Possibile che io, comasco da una vita, non mi fossi mai accorto della presenza di un anfibio sul Duomo? Subito pensai di andarlo a cercare assieme a mio figlio Leo, di 5 anni: poteva essere una simpatica occasione per vivere una piccola avventura padre e figlio, per condividere il piacere di una scoperta...
Passò quasi un mese, prima di trovare il tempo per mettere in pratica i buoni propositi. Un venerdì pomeriggio di fine settembre, dopo averlo ritirato da scuola, Leo mi chiese di portarlo a mangiare un gelato. Istintivamente mi diressi verso piazza Duomo e non appena, da via Vittorio Emanuele II, scorsi la grande cupola verde, mi tornò in mente l’articolo di Pontiggia. Mi frugai nella tasca interna della giacca: era ancora lì, tutto spiegazzato. Accennai la storia a Leo e dispiegai il foglio di giornale come se fosse una mappa del tesoro. Ma, purtroppo, di indicazioni utili per localizzare l’animale non ne conteneva nemmeno una. Beh, si poteva desumere che si trovasse ad altezza d’uomo. Tuttavia, una perlustrazione palmo a palmo lungo l’intero perimetro della Cattedrale non sortì alcun effetto. Concentrai le ricerche - con Leo che ormai non ne poteva più e mi tirava la giacca ricordandomi che gli avevo promesso un gelato - sul portale che dà verso il lago: se la rana segnava il livello raggiunto da un’esondazione record, era logico che si trovasse da quella parte.

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