Home Page > Lettura > > Tsunami sul lago Lunedi, 6 Settembre 2010 
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  Tsunami sul lago

«In Gran Bretagna hanno Re Artù e i cavalieri della tavola rotonda impegnati nella ricerca del Santo Graal, noi la Compagnia della campana perduta». Così nel dicembre del 2004 il “cantascrittore” Davide Van De Sfroos ha dato un nome a un’idea un po’ strampalata, che i lettori di Lombardiainrete già conoscono: andare a cercare una chiesa sommersa nel lago di Como, utilizzando per mappa un’antica leggenda, secondo la quale nei giorni di vento si sentirebbe uno scampanio levarsi dalle acque. «Se saremo degli Indiana Jones o degli imbecilli non lo so», disse anche. Passato un anno si può quanto meno escludere la seconda ipotesi, visto che dai fondali sta lentamente emergendo una piccola Atlantide.
Tutto è partito da un libro che avevo pubblicato per Natale: «Nel paese dei pescaluna», raccolta di storie d’acqua dolce passate di bocca in bocca fino ai giorni nostri. È stato giocoforza trovarmi arruolato nella Compagnia, assieme a chi mi aveva raccontato la leggenda incriminata, Marco Palumbo, consigliere di minoranza al Comune di Lenno. In questo paese, un borgo di 1800 anime a metà della costa occidentale del Lario, è ambientata la vicenda. Che questo non fosse un posto come gli altri, lo avevano intuito per primi i suoi scopritori, 500 greci chiamati da Giulio Cesare a insegnare l’arte della navigazione ai comensi: non a caso lo battezzarono ispirandosi a una delle loro isole più belle, Lemnos. Forse erano rimasti suggestionati dal piccolo arcipelago che si era disvelato davanti ai loro occhi: l’Isola Comacina, tuttora meta di turisti da tutto il mondo, e una seconda più grande, che pareva proteggerla come una sorella maggiore. Era, quest’ultima, l’attuale dosso d’Avedo, un promontorio al cui estremo sorge l’affascinante Villa Balbianello, dove George Lucas ha girato alcune scene di «Guerre Stellari II».

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