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«In Gran Bretagna hanno Re Artù e i cavalieri
della tavola rotonda impegnati nella ricerca del Santo Graal, noi la Compagnia
della campana perduta». Così nel dicembre del 2004 il “cantascrittore” Davide
Van De Sfroos ha dato un nome a un’idea un po’ strampalata, che i lettori di
Lombardiainrete già conoscono: andare a cercare una chiesa sommersa nel lago di
Como, utilizzando per mappa un’antica
leggenda, secondo la quale nei giorni di vento si sentirebbe uno scampanio
levarsi dalle acque.
«Se
saremo degli Indiana Jones o degli imbecilli non lo so», disse anche. Passato un
anno si può quanto meno escludere la seconda ipotesi, visto che dai fondali sta
lentamente emergendo una piccola Atlantide.
Tutto è partito da un libro che avevo pubblicato per Natale: «Nel
paese dei pescaluna», raccolta di storie d’acqua dolce passate di bocca in
bocca fino ai giorni nostri. È stato giocoforza trovarmi arruolato nella
Compagnia, assieme a chi mi aveva raccontato la leggenda incriminata, Marco
Palumbo, consigliere di minoranza al Comune di Lenno. In questo paese, un borgo
di 1800 anime a metà della costa occidentale del Lario, è ambientata la vicenda.
Che questo non fosse un posto come gli altri, lo avevano intuito per primi i
suoi scopritori, 500 greci chiamati da Giulio Cesare a insegnare l’arte della
navigazione ai comensi: non a caso lo battezzarono ispirandosi a una delle loro
isole più belle, Lemnos. Forse erano rimasti suggestionati dal piccolo
arcipelago che si era disvelato davanti ai loro occhi: l’Isola Comacina, tuttora
meta di turisti da tutto il mondo, e una seconda più grande, che pareva
proteggerla come una sorella maggiore. Era, quest’ultima, l’attuale dosso d’Avedo,
un promontorio al cui estremo sorge l’affascinante Villa Balbianello, dove
George Lucas ha girato alcune scene di «Guerre Stellari II».
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