Home Page > Lettura > Vita in Lombardia > Renato. Incontro con un invisibile Venerdi, 3 Settembre 2010 
 LETTURA
 in moto
 giorni della memoria
 a tavola
 avvenimenti
 vita in Lombardia
 momenti storici
 viaggi e scoperte
 ambiente
 arte
 interviste
 personaggi
 non solo Lombardia
 editoriali
 leggende e miti
 formazione
 musica
 ENOGASTRONOMIA
 diVino lombardo
 produttori diVini
 consorzi vitivinicoli
 chiacchiere e ...
 FORMAZIONE
 SALUTE E BENESSERE
 MUSICA E LOCALI
 LOMBARDIA
 PROVINCE LOMBARDE
 STRUTTURE
 SERVIZI UTILI
 INTERATTIVO
 AZIENDE LOMBARDE
 VARIE
 RICERCA AVANZATA
  Renato. Incontro con un invisibile

Come in tutte le grandi città, a Milano non è raro vedere persone che vivono gravi situazioni di disagio sociale. È sufficiente osservare con attenzione tra la massa che transita per le vie del centro storico per notare un numero considerevole di persone che vivono ai margini della società.
Si tratta di uomini e di donne che vivono per strada, persone alle quali il destino, ad un certo momento della loro vita, ha voltato la faccia. Li vedi vestiti male, dallo sguardo spento, aggirarsi per le vie del centro, intenti a chiedere qualche moneta ai passanti.
A volte, sostano in qualche punto di grande passaggio, si siedono in terra e attendono che qualcuno li noti e gli faccia l’elemosina.
È un popolo di cui fanno parte emarginati di ogni età; spesso, si tratta di persone anziane, anche se è complicato attribuirgli con certezza un’età anagrafica, perché una vita fatta di stenti e di disagio costanti altera anche le fattezze del viso ed i movimenti del corpo. Quante volte ci si chiede, tra amici e colleghi, come sia stato possibile per questi disperati ridursi a vivere di espedienti, senza una vera dimora ed ai margini della società. Le ragioni sono diverse e complicate.
È un tardo pomeriggio autunnale quando, sforzandomi di non apparire invadente ed inopportuno, mi avvicino ad uno dei tanti clochard che frequentano le centralissime vie di Milano, proprio davanti alla stazione ferroviaria di Piazzale Cadorna.
Lo invito a fare due chiacchiere e, dopo un suo iniziale accenno di stupore, incominciamo a camminare insieme: vuole dirigersi verso il Parco Sempione, forse per sfuggire al rumore del traffico, in piena ora di punta, o semplicemente per incontrare qualcuno dei suoi compagni di sventura. Rompo il ghiaccio facilmente, dicendogli che, se vuole, possiamo darci del tu e che mi può chiamare per nome, tralasciando la parola “signore” che ha già ripetuto almeno cinque volte in tre minuti.

pagina 1 di 3 Avanti 1 | 2 | 3
Pagina Precedente Vai all'indice
Ti è piaciuto questo articolo? Iscriviti alla nostra Mailing List e riceverai una mail ogni volta che viene pubblicato qualcosa di nuovo e di interessante. Clicca qui, non perdere tempo e iscriviti subito
 
Lombardia in Rete è una pubblicazione on line - © - Tutti i diritti riservati
Direttore:
- - Project Leader Advertising: