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Originatasi per escavazione fluvio-glaciale,
la Valle Olona si presenta tuttora come una valle profondamente incisa con i
centri abitati posti in posizione elevata sulle colline circostanti. Il fiume
che la attraversa, l'Olona, è stato definito Fiume Civiltà, per
l'antico e proficuo legame tra le sue acque e gli abitanti del territorio che
attraversa, dalla Rasa fino alle porte di Milano, passando per Legnano e
schivando appena la città di Busto Arsizio.
A vederlo oggi, con le acque torbide e le rive trascurate, pare strano, ma l'Olona fu artefice
indiscusso dello sviluppo economico delle popolazioni dell’intera valle. Fin dal
X secolo si moltiplicarono lungo il suo corso i mulini, protetti dalle
varie torri e case fortificate poste sui cigli della valle e dominanti l'antica
strada delle obbedienzierie. Nel 1608 si contavano sulle sponde dell'Olona 116
mulini, con una forza complessiva di 463 rodigini (le vecchie ruote a pale); fra
questi vi erano anche un maglio da rame, un follone o gualchiera per i panni e
diversi torchi da olio. Le acque del fiume facilitarono poi il sorgere di
numerosi altri insediamenti di tipo preindustriale: concerie, sbianche per la
lavatura della tela (la famosa tela olona), segherie per il legname e
marmo (specialmente sul torrente Bevera). Verso la metà del XIX secolo crebbero
lungo il corso dell'Olona cartiere, filande di cotone e seta, tintorie,
sbianche, fornaci, industrie meccaniche. Le vecchie ruote dei mulini vennero man
mano sostituite dalle moderne turbine, in grado di sfruttare meglio la corrente del fiume.
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