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La storia del rapporto tra Gered Mankovitz e i Rolling Stones nacque quasi per caso, in virtù di un susseguirsi di eventi incrociati: a 18 anni, conobbe Marianne Faithfull (già impegnata in
attività musicali e allora compagna di Mick Jagger, l'innovativo cantante degli Stones) e ne diventò il fotografo. Fu il manager dell'avvenente e bionda Marianne che, rimasto impressionato dall'abilità fotografica di Mankovitz, gli propose di immortalare anche la rock band che creò “Satisfaction”, “Paint It Black”, "Angie”, “Jumping Jack Flash”, “Let's Spend The Night Together”, “Play With Fire” e tantissime tra le più belle pietre miliari del rock di tutti i tempi. Nelle immagini esposte presso la Galleria Grazia Neri, si vedono Mick Jagger, Keith Richard, Charlie Watts, Bill Wyman e Brian Jones ripresi in momenti differenti: in camerino, sul palco, in posa per la copertina
di dischi e per le locandine di concerti. In particolare, si notano sguardi e atteggiamenti di rottura, di strappo nei confronti di regole rigide e ingessate. In altri termini: si nota la genesi di un linguaggio nuovo, di un modo diverso di proporsi e di rapportarsi al mondo circostante, in linea con i fermenti che scuoterono il mondo giovanile durante l'ultima parte dei Sixties.
Aspetti, questi, che hanno sempre trovato un posto di assoluto rilievo nell'energica musica dei Rolling Stones, una band che, comunque, non mancò di eseguire anche melodie cariche di riflessione: canzoni come “Angie” e, soprattutto, “As Tears Go By” sono capolavori che lasciano, in chi le ascolta, un sapore di strisciante malinconia.
L’India è forse il Paese che più di altri evoca un’aurea di spiritualità, forse per i suoi sconfinati paesaggi immersi in nubi monsoniche che trasmettono un’idea di mistero e di misticismo. Più di altri, è luogo di fantasia ed ispirazione e, in passato, molti artisti hanno deciso di andarci per ritrovare se stessi.
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