Home Page > Lettura > Viaggi e scoperte > Dal lago di Garda al Po Lunedi, 6 Settembre 2010 
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  Dal lago di Garda al Po

Le acque della sponda occidentale del lago di Garda (all'incirca a metà lago) lambiscono Gardone Riviera, in uno scenario naturale di notevole bellezza. Fin dai primi del '900, il luogo richiamò il meglio del turismo internazionale. I palazzi e le ville patrizie testimoniano anche oggi l'importanza di questo centro. Gabriele D'Annunzio, dopo l'impresa di Fiume del 1921, stabilì qui la sua dimora. Il "Vittoriale degli Italiani", come lo chiamò il poeta, rappresenta una insostituibile testimonianza artistica e culturale di un'epoca. La scenografia delle costruzioni, i cimeli storici raccolti dal poeta, tra cui il Mas 96 (motoscafo antisommergibile), i preziosi 33.000 volumi della biblioteca, le statue lignee antiche, gli argenti, i tappeti, le ceramiche, impreziosiscono il Vittoriale e ne fanno una meta costante di visite.
Scendendo sulla litoranea verso sud, San Felice del Benaco ci attende con lo splendido Santuario del Carmine (foto). I suoi inizi risalgono al 1452 e ad officiare la primitiva cappella, dedicata alla "Madonna delle Grazie", vennero chiamati i Carmelitani di Mantova, sotto il patrocinio dei Gonzaga. Il convento costruito in stile gotico - romanico, fu centro di vita spirituale ed operativa per circa tre secoli, fino alla sua soppressione nel 1770. L'interno dell'edificio religioso è fonte di meraviglia, sia per gli affreschi che ricoprono tutte le pareti, sia per la singolare architettura che trova riscontri solo in pochi altri esempi di chiese lombarde.
Proseguendo lungo il lago si arriva a Lonato che, posto su un'altura, rappresenta la posizione più idonea alla difesa del territorio circostante. Numerosi reperti attestano la presenza dell'uomo in questi luoghi fin dall'età del bronzo. Ma è con l'epoca romana che il comprensorio intero raggiunge importanza strategica ed economica. L'Abbazia di Maguzzano, che sorgeva sulla strada romana diretta a nord, è già citata nel sec. VIII. Distrutta prima dagli Ungari nel 922 e dalle truppe viscontee nel 1438, fu in seguito riedificata nelle attuali linee rinascimentali. Il chiostro è, in assoluto, uno dei migliori esempi lombardi di quell'epoca.

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