Home Page > Lettura > > Bagolino: la natura, la cucina, il carnevale Giovedi, 9 Settembre 2010 
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  Bagolino: la natura, la cucina, il carnevale

Una delle valli che caratterizza la provincia di Brescia è la Val Sabbia. Territorio molto affascinante, dove tra boschi e rocce si inseriscono torrenti e cascate che rendono lo scenario naturale quasi irreale, un sogno.
La Val Sabbia è percorsa dal fiume Chiese e, nella sua parte superiore, troviamo il Lago d’Idro, meta ideale per una vacanza all’insegna dello sport e del divertimento. Infatti, durante la stagione invernale, si può sciare sui monti Gaver e Maniva; in primavera ed in estate, i valichi del Cavallino della Fobbia, del Baremone e di Crocedomini, si prestano bene a lunghe passeggiate ed escursioni.
I paesi della vallata, ricchi di storia, conservano molti tesori artistici. Da secoli, in Val Sabbia si pratica l’arte dell’intaglio, tramandata di padre in figlio. Non possiamo, poi, tralasciare la gastronomia di queste zone, dove i sapori sono semplici, ma indubbiamente genuini: funghi, cacciagione, trote.
Uno dei paesi più interessanti della Valle è Bagolino (foto di piazza Consiglio).
L’etimologia del nome è molto controversa. Infatti, alcuni lo fanno derivare da pagus livii, altri dal diminutivo pagulinus, termine latino che indicava un piccolo villaggio. Sorge in una conca della Valle del Caffaro, dove l’ambiente è prettamente montano, con i pascoli, i sentieri, le stradicciole. Il centro del paese, che si raccoglie tutto intorno alla chiesa parrocchiale, con le sue piazze, i portici, le scalinate, le fontane, i palazzi elegantissimi, gli affreschi murali, le inferriate in ferro battuto, racconta il suo passato ricco e facoltoso. La chiesa parrocchiale, dedicata a S. Giorgio, è stata eretta su di una struttura precedente, della quale ci resta il portale cinquecentesco; la chiesa conserva al suo interno una rassegna di affreschi, opere di grandi artisti quali il Sandrini, il Rama, il Viviani. All’estremità del paese, è situata la chiesa di S. Rocco, in cui troviamo gli affreschi di Pietro da Cemmo.

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