Al centro di quella regione detta Lomellina, fra i fiumi Po, Sesia e Ticino, troviamo
Olevano di Lomellina: piccolo comune di origini antichissime che ha sempre legato la sua esistenza all'agricoltura.
Quella vasta pianura che è la Lomellina, con i suoi paesaggi idilliaci, inquietanti ma al tempo stesso così affascinanti, è una terra terra innaturale, nel senso che tutto è stato costruito, trasformato ed organizzato, nel corso dei secoli, dall' uomo. Infatti per la sua natura, questa terra ricchissima di risorgive sarebbe un'impraticabile palude come è stata per secoli.
La regione prende il suo nome dal borgo di Lomello, piccola capitale Longobarda, dove la tradizione vuole che la Regina Teodolinda abbia sposato il Duca di Torino Agilulfo.
I Monaci Benedettini, la colonizzazione feudale nel Duecento, le riforme agronomiche degli Sforza, che introdussero la coltivazione del riso nel XV sec., hanno trasformato la Lomellina in un mosaico di campi di cereali.
Per l'irrigazione di questi campi, è stato organizzato un sistema di rogge e canali e sono sorte le cascine a corte chiusa, i tipici insediamenti agricoli della pianura Padana.
Anche se oggi il territorio lomellino tende a cambiare aspetto, a causa delle tecniche all'avanguardia usate dagli agricoltori, conserva ancora tutto il suo fascino e le sue tradizioni.
Olevano sorge a 108 Km s. l. m., a circa un Km di distanza dalla riva sinistra del fiume Agogna, all'incrocio delle strade
provinciali per Mortara, Castello d'Agogna, Zeme e Cergnago.
L'origine del nome è incerta. Alcuni fanno derivare il nome da Aula
Laevorum, ossia Corte dei Levi, un'antica popolazione Ligure che abitava queste zone un millenni prima di Cristo. Altri
invece fanno derivare l'etimo del paese dalla voce celtica Lanum, pianura, o meglio dall'espressione Ol Eban, con la quale indicavano la pianura nella valle. Questo antichissimo borgo, dove si ritrovano
tracce della dominazione Gallo - Romana, di quella dei Longobardi e dei Franchi, fu una potentissima contea dominata dai Conti Palatini di Lomello fino al 1148, anno in cui i Pavesi assediarono e distrussero la rocca di Lomello.
Nel 1164, l' Imperatore Federico Barbarossa concesse il feudo di Olevano ad Uberto, ammiraglio e giurista dell'Impero, capostipite della nobile famiglia Olevano, che pur perdendo i diritti feudali, conservò le numerose proprietà fino al XIX sec..
Durante il 1700, Olevano cambiò volto. Infatti i Marchesi Olevano apportarono molte trasformazioni sia in ambito culturale, sia agricolo. Trasformarono l'antico castello
in una villa, costruirono una nuova chiesa e intrapresero importanti opere di canalizzazione e di bonifica.
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